Cimitero acattolico

Thu, 02/09/2006 - 23:28

Stefano Rossini writes about the Protestant cemetery in Rome, also know as "a cemetry of poets" since both Keats and Shelley lie there, as well as many other eminent figures of Italian life. The cemetry is more correctly reffered to as "cimitero acattolico" since it is the burial place for non-catholics and not just Protestants.

Shelley himself wrote about the cemetry (several years before he drowned and was actually buried there): ""It might make one in love with death, to think that one should be buried in so sweet a place".

After several years of inadequate care there are now increasing calls for the Italian goverment to condsider it a place worthy of public financing. Read on for Stefano's story in Italian and remember that some key phrases are translated at the bottom of the article.

Poco meno di quindici anni fa, in piena crisi adolescenziale e in preda al furor poetico, scoprii(1) l’esistenza del cimitero acattolico di Roma. L’evento non fu casuale e nasceva dalle continue frequentazioni di poeti, quali Keats e Shelley, che proprio lì erano sepolti(2). Oltre ai due grandi poeti inglesi, il cimitero acattolico di Roma(3), accoglie le spoglie(4) del padre del partito comunista italiano Antonio Gramsci, di Carlo Emilio Gadda e, fra gli altri, dell’unico figlio di Goethe. Il mio primo pensiero fu un desiderio tutto romantico di essere, in un futuro speriamo il più lontano possibile(5), sepolto tra questi grandi. Ma venni subito a conoscenza del fatto che il cimitero è dedicato agli stranieri e che negli ultimi anni ha ottenuto lo status di cimitero monumentale, e quindi chiuso a nuove inumazioni.

Avevo comunque un’idea. Il mio piano(6) era di seguire le orme(7) e l’esempio di un altro grande della poesia questa volta italiano: Ugo Foscolo(8). Il cantore dei Sepolcri, due secoli or sono, aveva un desiderio per nulla dissimile: voleva essere sepolto a Santa Croce, a Firenze, chiesa in cui già riposavano le ossa di Galileo Galilei e Michelangelo. A forza di(9) ripeterlo e di ricordarlo in tutte le sue poesie, il suo desiderio fu assolto. Anche il poeta Shelley, che morì troppo giovane durante un naufragio al largo delle coste italiane, appena visitato il cimitero acattolico scrisse: “It might make one in love with death, to think that one should be buried in so sweet a place”.

Ma tutto questo piano sta per andare in rovina(10), o meglio, il cimitero acattolico di Roma sta per andare in rovina e, di conseguenza, il mio piano! Un vero e proprio allarme è stato lanciato dalla giornalista americana Elisabeth Rosenthal sul New York Times: “Il cimitero dei poeti è in crisi”.
“Oggi questa preziosa parte di paradiso - si legge nell'articolo - è in decadenza e in crisi finanziaria, tanto da essere stato recentemente aggiunto alla ‘World monument fund's 2006 watch list’ che comprende i cento siti più a rischio estinzione della terra. Parte dei problemi del cimitero, fondato nel 1734, derivano dal fatto che è da sempre stato considerato come un qualcosa di estraneo in una città cattolica come Roma, dove il Vaticano per tradizione ha sempre pagato i più costosi lavori pubblici. Oggi però neanche il governo italiano lo ritiene degno di un aiuto finanziario. Per questo il sito è gestito da una commissione volontaria di ambasciatori stranieri a Roma. Ma anche questa struttura creata appositamente non ha le risorse finanziarie necessarie al suo mantenimento”.

Il problema del cimitero acattolico di Roma, purtroppo, non è unico nel suo genere(11). L’Italia è un paese che ha davvero troppi monumenti. So che può sembrare paradossale, ma sicuramente gli italiani hanno molti problemi a conviverci(12). Mi è capitato più di una volta di trovarmi a discutere con giornalisti o semplici visitatori stranieri assolutamente increduli dello stato trasandato(13) in cui versano molti dei monumenti del Belpaese. Anche la mia ultima visita a Roma, pochi giorni prima di Natale, mi ha lasciato stupefatto(14): macchine parcheggiate ovunque, anche nel centro, strade sempre sporche e monumenti, spesso, lasciati alla totale incuria, o privi di una semplice targhetta che ne ricordi anche solo il nome.

Scritte con la vernice, smog, sporcizia sono solo alcuni dei problemi che li affliggono. Sembra quasi che gli italiani abbiano poco a cuore le testimonianze del loro ricco e glorioso passato. O che le trovino sì interessanti, ma piuttosto ingombranti(15). Dall’altra parte le amministrazioni non hanno mai interesse a investire troppo nel restauro, che dovrebbe essere quasi continuo, e hanno il timore di alienarsi(16) i favori della cittadinanza con lunghe sessioni di lavoro che paralizzerebbero la maggior parte dei centri storici di tutte le città.

Eppure l’Italia è un paese che, come già dicono in tanti, potrebbe vivere quasi di solo turismo, e mantenere in buono stato le opere di pregio artistico e architettonico dovrebbe essere un valore condiviso da tutti i cittadini, in prima linea per permettere alle generazioni future di poter godere della stessa bellezza in cui noi italiani abbiamo avuto la fortuna di vivere. Sicuramente anche i monumenti più resistenti, duraturi e belli sono destinati e crollare(17), ma si può fare molto di più perché questo avvenga il più tardi possibile.

(1) scoprire: discover
(2) seppellire: bury, sepolto buried
(3) cimitero acattolico di Roma: Non catholic cemetery of Rome, also known as Protestant Cemetery.
(4) spoglie: remains
(5) il più lontano del possibile: as far as possible
(6) piano: plan
(7) seguire le orme: to follow in somebody’s footsteps
(8) Ugo Foscolo: 1778–1827, Italian poet and patriot. His novel and lyric poems, especially Sepulchres, exerted a strong influence on Italian letters.
(9) A forza di: thanks to
(10) andare in rovina: to go to rack and ruin
(11) non è unico nel suo genere: it isn’t unique in its genre
(12) convivere: to live together
(13) trasandato: neglected
(14) stupefatto: astonish
(15) ingombrante: cumbersome, awkward
(16) alienarsi: to lose

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